Comunicati stampa

La Breast Unit di Varese si presenta alla stampa.

L’evento sarà l'occasione per la consegna di un ecografo

Prendersi cura delle donne colpite dal cancro al seno è la mission della Breast Unit: modello di organizzazione ed integrazione che, attraverso un approccio multidisciplinare e personalizzato, registra un’alta percentuale di guarigione, unitamente ad una miglior qualità di vita. 

Nel 2003 il Parlamento Europeo ha emanato una risoluzione per affermare la necessità di assicurare l’accesso allo screening, alle terapie e ai controlli periodici di follow up in tutti gli Stati membri, al fine di ridurre la mortalità per questa malattia e le disparità tra le diverse nazioni.

Nell’ottobre del 2006, il Parlamento stesso ha adottato una seconda risoluzione per l’Europa allargata, in cui esortava gli Stati membri ad assicurare la presenza di Centri di Senologia Multidisciplinari (Breast Unit) su tutto il territorio nazionale, in conformità alle linee guida europee, entro il 2017.

In Italia questo obiettivo non è stato completamente raggiunto e, a tal proposito, Europa Donna solleciterà il Ministro Lorenzin e la Senatrice Bianconi, durante un incontro a Roma il 5 ottobre prossimo. L’ASST dei Sette Laghi ha dato invece una risposta d’eccellenza dando pieno compimento, il 17 luglio scorso, alla definizione della SSD Breast Unit che, per completezza del Percorso Diagnostico, Terapeutico, Assistenziale (PDTA) e per numero di casi trattati, è un Centro di Riferimento Nazionale dopo gli IRCCS: Istituto Europeo di Oncologia, Istituto Tumori di Milano e Humanitas. Tutto questo è attestato da Regione Lombardia con la Delibera Regionale sulle Breast Unit del 29/04/2016.

L’Osservatorio Epidemiologico della nostra provincia registra 750/800 nuovi casi annui con circa 200 decessi per questa malattia, che è la prima causa di morte per patologia neoplastica nella popolazione femminile.

Il PDTA è perfettamente attinente alle raccomandazioni regionali, focalizzato su una precisione di cura in termini di azioni e di tempistica e vede un percorso che va dalla prevenzione primaria, anche su base genetica, alla riabilitazione psico-sociale con particolare attenzione ai progetti di umanizzazione e alla rete di collaborazione tra Associazioni di Volontariato e Medici di Medicina Generale.

Il Responsabile della Breast Unit Varesina, Professoressa Francesca Rovera e il Direttore del Dipartimento Chirurgico Dottor Eugenio Cocozza, ribadiscono l’esigenza di dare risposte non solo in termini di eccellenza tecnico scientifica delle cure, ma anche di capacità di sviluppare una presa in carico finalizzata ai bisogni complessi ed impellenti delle pazienti e dei familiari.

La nostra Breast Unit rappresenta un’evoluzione clinica e culturale e lo dimostra il fatto che la riabilitazione non viene considerata solo il trattamento di un esito: il Coordinatore Infermieristico Case Manager, Signora Giovanna Iula, tiene a precisare che la riabilitazione inizia al momento stesso della diagnosi.

Fondamentale è  la presa in carico delle donne ad alto rischio oncologico perché portatrici di una mutazione genetica dei geni BRCA1/2 le quali, grazie al valido  sostegno dell’Assessore Regionale Francesca Brianza ed al progetto RAL del DIPO provinciale, dal 18 settembre 2015 avranno l’esenzione dei Ticket: anche questa risorsa nasce dall’eccellenza varesina  che ha reso la Lombardia la prima Regione Italiana, dopo l’Emilia Romagna.

Le Associazioni dedicate sono tutte presenti: ANDOS Varese con la Vicepresidente Renata Maggiolini, ANDOS Insubria con le Consigliere Daniela Brusa Pasquè e Monica Valli, Lega Tumori con il Presidente Provinciale Franco Mazzuchelli, Varese per l’Oncologia con il Presidente Gianni Spartà, AVO con il Presidente Ambrogio Bandera, Varese con Te con Laura Bramati , Sulle Ali con il Presidente Giovanni Verga  e CAOS con la Presidente Adele Patrini che porta un contributo prezioso come paziente mastectomizzata bilateralmente e come Vicepresidente della Scuola Italiana di Senologia di Umberto Veronesi: “il mio viaggio con il cancro inizia nel 1997, l’utimo intervento a Varese nel giugno 2016 e, grazie a questo straordinario Team e alla Professoressa Rovera a cui devo molto, sono guarita nel corpo e nell’anima!”

Come tutti gli eventi di valore la chiusura è eclatante: Associazione CAOS, Fondazione per la Comunità di Malnate con il Presidente Maurizio Ampollini e Città delle Donne di Malnate con la Consigliera Patrizia Bernasconi, donano un ecografo modello MyLAB FIVE di ESAOTE: una macchina tecnologicamente avanzata finalizzata all’attività della Breast Unit stessa.

La donazione è stata possibile grazie alla costituzione, presso la Fondazione per la Comunità di Malnate, del Fondo intitolato a Pinuccia Spadotto, donna di eccezionali doti e grande intelligenza, mancata il 31 luglio 2003, che già nel 1994 organizzò un progetto pilota di screening mammografico presso la Città di Malnate e il 2 dicembre del 2002 donò all’Ospedale di Circolo di Varese il mammotest per le micro biopsie. E’ presente la figlia Tania.

 

La lotta al Cancro al Seno è una battaglia di civiltà e questa Breast Unit è un regalo per tutte le donne e per la Società intera!

 

Varese, 26 settembre 2017