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RESPONSABILITA’ MEDICA E ONERE DELLA PROVA: IL PAZIENTE DEVE ALLEGARE L’INADEMPIMENTO QUALIFICATO

Con la sentenza in commento il Tribunale di Roma, al fine di chiarire ulteriormente la consistenza dell’onere della prova delle parti nei giudizi aventi ad oggetto la responsabilità medico-sanitaria, ha fissato il principio secondo cui è “onere del presunto danneggiato (di) indicare non genericamente quale sia l’inadempimento qualificato che si addebita al medico e/o alla struttura nosocomiale” al pari di quanto indicato dal giudice della I sezione del Tribunale ordinario di Milano. La sentenza mette in luce che l’esigenza di tutelare il paziente deve essere adeguatamente contemperata con quella di non aggravare eccessivamente il compimento dell’atto medico e delle prestazioni sanitarie, considerata la loro rilevanza sociale e afferma, nel pieno rispetto della normativa in vigore (art. 2697 c.c.) e in omaggio all’orientamento giurisprudenziale emerso dalle Sezioni Unite Civili, con sentenza dell’11 gennaio 2008 n. 577, il principio secondo cui il creditore/paziente che agisce in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni non può dedurre un inadempimento generico, ma deve allegare un inadempimento qualificato, nel senso di “astrattamente efficiente alla produzione del danno”. In altri termini, deve indicare “specificamente la mancata guarigione o l’aggravamento della patologia di ingresso ed i profili di inadempimento del medico e/o della struttura nosocomiale”. Compete, al contrario, al debitore/medico – struttura sanitaria dimostrare che “l’inadempimento non vi è stato affatto o, se vi è stato, non è dipeso da causa ad essi imputabile ovvero non è stato causa del danno”. Per quanto concerne il nesso causale, ripercorrendo il solco tracciato dalla citata sentenza delle Sezioni Unite, ha ribadito che esso si considera sussistente laddove “in mancanza della condotta sanitaria censurabile (ovvero in presenza di una condotta più appropriata ed omessa) i risultati sarebbero stati diversi e migliori (per il paziente) secondo il principio del più probabile che non”. In applicazione dei richiamati principi, il Tribunale, preso atto della non specificità dell’ allegazione dell’attore, che lamentava inefficienza, inadeguatezza e grave ritardo nella somministrazione delle cure da parte dei sanitari, ha ritenuto non soddisfatto il suo onere di indicare in modo specifico l’inadempimento qualificato e, per l’effetto, ne ha rigettato la domanda.