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MANCATA SORVEGLIANZA DEL PEDIATRA DI TURNO: GRAVI RESPONSABILITÀ PER LA MORTE DELLA PICCOLA PAZIENTE

Sussiste il nesso causale tra la condotta del medico e la morte di una piccola paziente, che avrebbe potuto essere evitata, laddove il medico medesimo si fosse recato a visitare la bambina al momento della fuoriuscita dal braccio dell'ago cannula e avesse adottato condotte funzionali alla reidratazione e disposto - con anticipo - le analisi prescritte. All’imputato, in qualità di medico pediatra in servizio presso un Reparto di Neonatologia, veniva contestato che aveva cagionato, per colpa, la morte della paziente ricoverata con diagnosi di gastroenterite febbrile. Più specificamente l'addebito di omicidio colposo riguardava il fatto di non aver sottoposto la bambina ad idonea sorveglianza, di non aver effettuato esami diagnostici finalizzati a valutare l'entità della disidratazione in atto; di non aver tempestivamente diagnosticato lo squilibrio metabolico e di non avere praticato una adeguata terapia reidratante, in luogo della copertura antibiotica e della somministrazione di farmaci inibenti la motilità intestinale, questi ultimi fortemente sconsigliati nei pazienti di età inferiore ad anni due. E, in tal modo, di aver provocato il decesso della malata, che sopraggiungeva a causa di una insufficienza respiratoria acuta e di crisi convulsive ripetute.